La casa sull’albero

Da bambina facevo tanti sogni ad occhi aperti. Avevo una fantasia molto fervida (quella mi è rimasta tutt’ora) e nutrivo già una vera passione per la casa. 

In tutti i miei giochi cercavo sempre di crearne una: sotto il tavolo, in balcone, sotto la scrivania. Utilizzavo per lo più vecchie tovaglie per simulare il tetto e allestivo delle case-tenda, che riempivo con pentolini, fiori e tutto quello che trovavo in giro e che poteva rendere confortevole ed accogliente la mia piccola residenza. 

Il massimo era quando andavo a giocare dalla mia compagna di classe: aveva una casa con un giardino magnifico, grande e curato, con una piccionaia in muratura. Sembrava una torre in miniatura e aveva persino la classica finestrella ovale e il tetto a punta… proprio come nelle favole!

Sua madre ci aveva concesso di usare il secondo piano della piccionaia, accessibile da una scala interna, per i nostri giochi. Così avevamo allestito una cucina, dove preparavamo le nostre speciali pietanze a base di foglie, rametti e sassolini. Con un cestino e una corda avevamo creato una sorta di carrucola per issare le “merci” in casa direttamente dalla finestrella: un vero spasso!

Sempre attingendo ai ricordi d’infanzia, capitò che un anno, in montagna, i bambini che abitavano nelle case di villeggiatura di fronte alla nostra costruissero, con l’aiuto dei genitori, una vera e propria casa sull’albero nel boschetto lì vicino. Ogni tanto m’invitavano a giocare con loro: certo era piccola e ci si entrava a turno, non più di due o tre, ma era pur sempre una casa sull’albero!

Tornando quindi ai sogni di bambina e alla mia casa dei sogni, l’avrei sicuramente voluta in mezzo alla natura, possibilmente proprio su un albero!

Oggi le case sull’albero non sono più solo giochi per bambini: c’è gente a questo mondo che fa le cose sul serio e la casa sull’albero se l’è fatta davvero! Anzi, pare stiano diventando una vera tendenza dell’abitare non convenzionale.

Oggi, da adulta, malgrado la tentazione di poter abitare appesa ad un ramo come un’uccellino rimanga immutata, ammetto che mi mancherebbe spazio e avrei indubbiamente bisogno di metri quadri a disposizione e di ambienti più adatti alla vita quotidiana. Per questo ho ammirato molto il progetto dello studio Unarquitectura che, nella provincia cilena di Curacaví, ha creato una residenza che coniuga perfettamente sogno e realtà.

Non è proprio una casa sull’albero, ma quasi… diciamo che è più una casa-palafitta ma, pensandoci bene, la sua struttura potrebbe adattarsi benissimo anche in più di qualche zona del nostro Belpaese.

Eccola qui, si chiama Casa Quebrada, che significa “casa del burrone”. 

IL DETTAGLIO DI DESIGN: alle pareti due lampade Myday, disegnate da Konstantin Grcic per Flos

E come cantava Cenerentola: “I sogni son desideri… tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente e il sogno realtà diverrà!” Chissà?! Se lo dice lei…

Ph. Natalia Vial | Unarquitectura